Stamattina, in auto, nel tragitto che da casa vado al lavoro, mi sono “sparata” il cd Brotherhood dei Chemical Brothers e sono arrivata in ufficio carica a palla; era da un po’ che non succedeva (chissà cosa ha pensato la mia collega quando mi ha visto!) perché ultimamente il problema lavoro vaga nella mia testa quasi tutti i giorni.
Non sono qui certo per lamentarmi: il mio contratto è a tempo indeterminato, il lavoro mi piace e con il capo e i colleghi vado d’accordo; ora la cosa che mi preoccupa è che tra non molto il capo, non essendo più un ragazzino, andrà in pensione e io rimarrò forse senza impiego.
Lo so che è inutile “fasciarsi la testa prima di essersela rotta”, ma purtroppo devo pensarci perché, tra qualche anno, non sarò molto “giovane” e, com’è ben noto a tutti, il mercato del lavoro cerca spesso apprendisti o comunque persone fino ai 24 anni di età. Potrebbe succedere anche il miracolo che qualcuno acquisti l’attività e che io rimanga lì per sempre, ma il mio fratellone dice sempre: chi visse sperando, morì cag****! E così, ogni tanto, mi ritrovo a leggere qualche annuncio di offerte di lavoro in quei giornalini che spediscono a casa per posta, oppure controllo, sul sito delle gazzetta ufficiale, se c’è qualche concorso pubblico da sostenere. E’ proprio vero…è un mondo difficile: vita intensa, felicità a momenti e futuro incerto (come dice Tonino Carotone nella sua canzone).
Nessun commento:
Posta un commento