martedì 28 giugno 2011

Le madri sono gli unici lavoratori che non hanno mai vacanze. (AnneMorrow Lindbergh )


Nasce nel 1947 da genitori contadini.

La più piccola di quattro fratelli è considerata la più forte della famiglia: lavora duro, aiuta i vicini e, la cosa che la distingue dai fratelli, è che non ha paura di nulla.

A 18 anni si sposa e si ritrova a vivere con marito, cognato e suocero. Il cognato si sposerà qualche anno più tardi, mentre il suocero vivrà con lei e il marito fino alla fine dei suoi giorni.

Dopo la perdita della primogenita, avrà due figli (un maschio e una femmina); sebbene il marito lavori a Bologna ed è poco presente a casa, lei lavora, educa i figli e accudisce il suocero.

Nonostante la famiglia non abbia tantissimi soldi (ma non può certo lamentarsi), ogni anno babbo e mamma portano i figli in ferie in montagna e, nel limite del possibile, niente fanno mancare a loro.

Introversa, cattolica (molto!) praticante, un po’ ciccia (come una vera azdora romagnola) vive a fianco di un uomo non cattivo, ma che troppe volte la critica.

I figli poi diventano grandi, i genitori vanno in pensione e ora quella ragazzina, che quando si è sposata pesava 43 chili e sembrava che “passasse alla comunione”, ora è diventata una donna e il prossimo anno prenderà il “titolo” di nonna.

Io sono molto legata a mia mamma, dopo me stessa e amo, il mio terzo amore è proprio lei: se non ci vediamo per un giorno ci telefoniamo, finito di pranzare ci piace sdraiarci nel letto a parlare di tutto quello che ci è capitato e, quando ho un problema, lei è la prima persona con cui mi confido.

Mamma è una donna meravigliosa: sa ascoltare molto le persone, aiuta chiunque si trovi in difficoltà e quando prepara qualcosa di buono da mangiare, ne fa un pochino in più da portare alle sue amiche vedove.

Mamma ti voglio una marea di bene e questa è dedicata a te:

 

lunedì 27 giugno 2011

La parola comunica il pensiero, il tono le emozioni. (Ezra Pound)

Lei: la mia ex compagna di classe delle superiori , lui: suo marito.


Stanno insieme da 16-17 anni (di cui 7 da sposati).

Un buon lavoro, una bella vita, si amano, sono felici, ma non hanno ciò che desiderano di più al mondo: un figlio!

A loro non potevamo annunciare la mia gravidanza con un banale sms o con una telefonata e così venerdì sera io e amo li abbiamo incontrati per una pizza.

Ci hanno raccontato delle loro ferie, dei loro nipoti, di come sta procedendo bene il negozio, ma niente… non riuscivo ad iniziare il discorso; fortunatamente amo ha dato la bella notizia ed io sono scoppiata in un gran pianto.

Saranno stati gli ormoni che, in questo periodo, sono sballati e causano cambiamenti di umore oppure per il fatto che ero “preoccupata” della loro reazione, ma ora posso finalmente dire che mi sono tolta un grandissimo macigno dallo stomaco.

A volte il destino è davvero ingiusto (mi riferisco a quelle coppie che fanno dei figli e poi li abbandonano o non gli danno amore), ma spero che R. e G. possano coronare al più presto il loro sogno d’amore.