Nasce nel 1947 da genitori contadini.
La più piccola di quattro fratelli è considerata la più forte della famiglia: lavora duro, aiuta i vicini e, la cosa che la distingue dai fratelli, è che non ha paura di nulla.
A 18 anni si sposa e si ritrova a vivere con marito, cognato e suocero. Il cognato si sposerà qualche anno più tardi, mentre il suocero vivrà con lei e il marito fino alla fine dei suoi giorni.
Dopo la perdita della primogenita, avrà due figli (un maschio e una femmina); sebbene il marito lavori a Bologna ed è poco presente a casa, lei lavora, educa i figli e accudisce il suocero.
Nonostante la famiglia non abbia tantissimi soldi (ma non può certo lamentarsi), ogni anno babbo e mamma portano i figli in ferie in montagna e, nel limite del possibile, niente fanno mancare a loro.
Introversa, cattolica (molto!) praticante, un po’ ciccia (come una vera azdora romagnola) vive a fianco di un uomo non cattivo, ma che troppe volte la critica.
I figli poi diventano grandi, i genitori vanno in pensione e ora quella ragazzina, che quando si è sposata pesava 43 chili e sembrava che “passasse alla comunione”, ora è diventata una donna e il prossimo anno prenderà il “titolo” di nonna.
Io sono molto legata a mia mamma, dopo me stessa e amo, il mio terzo amore è proprio lei: se non ci vediamo per un giorno ci telefoniamo, finito di pranzare ci piace sdraiarci nel letto a parlare di tutto quello che ci è capitato e, quando ho un problema, lei è la prima persona con cui mi confido.
Mamma è una donna meravigliosa: sa ascoltare molto le persone, aiuta chiunque si trovi in difficoltà e quando prepara qualcosa di buono da mangiare, ne fa un pochino in più da portare alle sue amiche vedove.
Mamma ti voglio una marea di bene e questa è dedicata a te:
