venerdì 30 settembre 2011

Work in progress


Sono passati più di due mesi dall’ultima volta che ho scritto? Ma quanto passa in fretta il tempo?

La pancia sta crescendo (e anche parecchio), io sto benissimo (nausee, vomito, giramenti di testa e svenimenti non so cosa siano!) e… sono in attesa di un maschietto che presumibilmente nascerà nei primi giorni del prossimo anno.


In ufficio il capo ha ricominciato a parlarmi da qualche settimana: fino a quel momento l’unico suo modo di comunicazione era quello di lasciarmi dei post-it sulla scrivania… INCREDIBILE… neanche i bambini dell’asilo si comportano in questa maniera.


 La cosa positiva è che ho imparato a chiudere orecchie, occhi e  bocca (in poche parole penso solo al mio bene)  e, a dirvi la verità, non era poi così traumatico comunicare tramite i bigliettini, anzi…
 


Ieri la grande decisione: ci ho riflettuto parecchio e dopo un consulto con il ginecologo ho finalmente deciso che… lavorerò fino al settimo mese.

Questi i  pro:
  • seguirò il corso pre-parto senza usufruire di ferie o permessi
  • potrò organizzare con calma ciò che serve al pupo
  • mi dedicherò (senza fretta) ai pensierini di Natale
  • riuscirò finalmente a vedere qualche film dall’inizio alla fine, visto che alla sera, dopo neanche un’ora, sono già nella fase r.e.m.
  • mi iscriverò a un corso di yoga
  • farò tante passeggiate
  • mi riposerò il più possibile per avere tutta l’energia dopo il parto


Il contro sarebbe quello di tornare in ufficio 3 mesi dopo la nascita del bimbo, ma visto che non vivo sotto un ponte e non ho un mutuo da pagare, mi faccio anche i sei mesi della maternità facoltativa perché, come dico spesso ultimamente… NESSUNO MI DA’ LA MEDAGLIA!!!

See you later

lunedì 18 luglio 2011

Che tu creda di farcela o no, avrai comunque ragione. (Henry Ford)



Passato il periodo di super lavoro, oggi finalmente posso dedicare un po’ di tempo al blog.

Quasi un mese di ricevute fiscali, fatture, dichiarazioni e telefonate di clienti impazziti per il caldo… è stata dura, ma posso dire di avercela fatta. (tutte le sere però alle 22 ronfavo già come un ghiro).

Ho ancora un paio di cose da mettere in ordine, ma penso che entro la settimana tutto sarà a posto, così potrò iniziare a dare un’occhiata alle ferie.

Siccome io continuo a stare bene (ah! la pancina sta crescendo e tra una settimana si saprà anche il sesso della puzzola) io e amo abbiamo prenotato un volo Ryanair: a settembre ce ne andiamo una settimana ad Edimburgo insieme all’amica Frà e al moroso G.

E’ la prima volta che decidiamo di partire con altre persone (di solito viaggiamo da soli), ma con loro c’è un bellissimo rapporto: hanno spirito di adattamento, sono curiosi quanto noi e non ho li ho mai sentiti lamentarsi per niente.

E ci siamo già divisi i compiti: io organizzerò il percorso, amo sarà il nostro “traduttore portatile”, G. l’autista (visto che gli piace guidare e ha già guidato dalla parte destra) e Frà… beh… Frà ci delizierà delle sue "puzzette" e della sua allegria.

martedì 28 giugno 2011

Le madri sono gli unici lavoratori che non hanno mai vacanze. (AnneMorrow Lindbergh )


Nasce nel 1947 da genitori contadini.

La più piccola di quattro fratelli è considerata la più forte della famiglia: lavora duro, aiuta i vicini e, la cosa che la distingue dai fratelli, è che non ha paura di nulla.

A 18 anni si sposa e si ritrova a vivere con marito, cognato e suocero. Il cognato si sposerà qualche anno più tardi, mentre il suocero vivrà con lei e il marito fino alla fine dei suoi giorni.

Dopo la perdita della primogenita, avrà due figli (un maschio e una femmina); sebbene il marito lavori a Bologna ed è poco presente a casa, lei lavora, educa i figli e accudisce il suocero.

Nonostante la famiglia non abbia tantissimi soldi (ma non può certo lamentarsi), ogni anno babbo e mamma portano i figli in ferie in montagna e, nel limite del possibile, niente fanno mancare a loro.

Introversa, cattolica (molto!) praticante, un po’ ciccia (come una vera azdora romagnola) vive a fianco di un uomo non cattivo, ma che troppe volte la critica.

I figli poi diventano grandi, i genitori vanno in pensione e ora quella ragazzina, che quando si è sposata pesava 43 chili e sembrava che “passasse alla comunione”, ora è diventata una donna e il prossimo anno prenderà il “titolo” di nonna.

Io sono molto legata a mia mamma, dopo me stessa e amo, il mio terzo amore è proprio lei: se non ci vediamo per un giorno ci telefoniamo, finito di pranzare ci piace sdraiarci nel letto a parlare di tutto quello che ci è capitato e, quando ho un problema, lei è la prima persona con cui mi confido.

Mamma è una donna meravigliosa: sa ascoltare molto le persone, aiuta chiunque si trovi in difficoltà e quando prepara qualcosa di buono da mangiare, ne fa un pochino in più da portare alle sue amiche vedove.

Mamma ti voglio una marea di bene e questa è dedicata a te:

 

lunedì 27 giugno 2011

La parola comunica il pensiero, il tono le emozioni. (Ezra Pound)

Lei: la mia ex compagna di classe delle superiori , lui: suo marito.


Stanno insieme da 16-17 anni (di cui 7 da sposati).

Un buon lavoro, una bella vita, si amano, sono felici, ma non hanno ciò che desiderano di più al mondo: un figlio!

A loro non potevamo annunciare la mia gravidanza con un banale sms o con una telefonata e così venerdì sera io e amo li abbiamo incontrati per una pizza.

Ci hanno raccontato delle loro ferie, dei loro nipoti, di come sta procedendo bene il negozio, ma niente… non riuscivo ad iniziare il discorso; fortunatamente amo ha dato la bella notizia ed io sono scoppiata in un gran pianto.

Saranno stati gli ormoni che, in questo periodo, sono sballati e causano cambiamenti di umore oppure per il fatto che ero “preoccupata” della loro reazione, ma ora posso finalmente dire che mi sono tolta un grandissimo macigno dallo stomaco.

A volte il destino è davvero ingiusto (mi riferisco a quelle coppie che fanno dei figli e poi li abbandonano o non gli danno amore), ma spero che R. e G. possano coronare al più presto il loro sogno d’amore.