lunedì 29 novembre 1999

Se guardo il mondo da un oblò…


Volo_Catania



Dopo 2 mesi di sedute terapeutiche di gruppo per sconfiggere la paura di volare, venerdì scorso è successo… ebbene sì… ho avuto il mio “battesimo del volo” volando da Forlì a Catania e ritorno.

Sì... sì... nella mia vita avevo già volato, ma questa volta è stato diverso; sono arrivata al fatidico giorno pronta, con la consapevolezza che la paura non è nell’aereo, ma bensì nella testa, mi sono preparata a fondo con il training autogeno e ho “vomitato” alla psicoterapeuta (e in parte anche ai miei “compagni di avventura”) tutti i miei “problemi” passati, le mie convinzioni assurde,  insomma… ho capito (meglio tardi che mai!) che, per vivere bene, bisognava cambiare dentro e non fuori. (come ho fatto tutte le altre volte).
 



Niente ansia anticipatoria, nessuna “sbirciata” in internet per informarvi sulla situazione meteo, cuore calmo e sorriso al check-in, tremolio zero sulla scaletta che mi portava dentro al “drago”.

Quando mi sono messa a sedere ho avuto un attimo in cui ho pensato: “io tornerei indietro…ma chi me lo fa fare?”, ma poi subito dopo mi son detta: “se torni indietro vuol dire che non vuoi cambiare e se non vuoi cambiare vuol dire che rimarrai con i tuoi problemi di sempre e starai male”.


Ho chiesto a E. di starmi vicino, abbiamo parlato un po’, ma io ero abbastanza smarrita e faticavo a risponderle; giretto per la pista in tranquillità (per allinearci per la partenza), accensione e rombo di motori in atto e via…. il grande mostro si è alzato.

Ho fatto ciò che avevano detto le psicoterapeute: ho guardato fuori dal finestrino, ho “virato” insieme all’aereo, ho lasciato che il mio corpo venisse “preso “ dal sedile e, una volta arrivato sopra le nuvole, lo spettacolo è stato enorme. Un sole splendido, le nuvole sotto che sembravano batuffoli di cotone e la mia felicità nello scoprire che volare non vuol dire morire e stare male.

Siamo stati trattati da veri vip e ci hanno permesso una cosa che dall’11 settembre non è stato più possibile fare: andare in cabina di pilotaggio! Ho parlato con i piloti, hanno risposto a tutte le mie domande, sono stati gentilissimi e, lì in cabina, l’aereo sembrava fermo, invece di andare ai 830 km orari sembrava che andasse ai 50!

In fase di atterraggio siamo stati nelle nuvole e poi, una volta superate, abbiamo visto la città di Catania tutta illuminata, con i campi di tutti i colori e io ero di nuovo appiccicata all’oblò con il naso all’ingiù.

Purtroppo, visto che questo battesimo faceva parte di un programma terapeutico, una volta sbarcati, non abbiamo potuto visitare la città (non eravamo mica in gita!), ma siamo rimasti in aeroporto a mangiare cannoli siciliani e ognuno di noi ha raccontato le proprie emozioni.
(Ah! In aeroporto ho avuto il mio regalo personale per aver ripreso a volare: ho incontrato Carmen Consoli e ora ho una foto insieme a lei).

Nel viaggio di ritorno mi sono addormentata e quando mi sono svegliata, gli amici del corso mi guardavano ridendo (mi ero davvero rilassata); sono andata in bagno, ho chiesto dove eravamo e P. mi ha detto: siamo già a Rimini e siamo già in fase di atterraggio. 10 minuti dopo eravamo a Forlì e io, uscita dal portellone, con un sorriso a 32 denti ho iniziato a cantare come una matta.

Volare è bellissimo e questo è solo l’inizio, ho VOGLIA di fare quei viaggi che ho rinunciato tante volte per la paura della paura.

Ps. un ringraziamento speciale a Elisabetta, Mity e a Dario che hanno creduto in questo progetto e che mi hanno aiutato a sconfiggere questa grande paura.

 



2 commenti:

  1. Complimnetoni!
    ùùùa me bastava sapere che ne volano ogni giorno diverse migliaia per credere che gli aerei possano volare.
    Sarà che una volta fornita l'evidenza non ho bisogno di troppe spiegazioni.

    Buon viggio per tutti i viaggi che arriveranno in futuro.

    ...e per il diploma di volatrice.

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