lunedì 29 novembre 1999

I libri sono come fari eretti nei grandi mari del tempo. (E. P. Whipple)

Bello, bello e ancora bello. Ho finito di leggere l’ultimo libro di Giorgio Faletti “Io sono Dio”:
io sono dio_falettilibro appassionato, pieno di suspence che ho “divorato” nel giro di neanche tre settimane.
Ho letto tutti i libri di Faletti tranne “Fuori da un evidente destino”: i primi due romanzi (“Io uccido” e “Niente di vero tranne gli occhi”) mi sono piaciuti tantissimo, ma dopo aver letto  “Pochi inutili nascondigli”(… oh no… che orrore… orribili racconti di storie assurde, ridicole), ero un po’ preoccupata se acquistare o meno l’ultima “fatica” di quello che all’epoca del Drive-In era Vito Catozzo.
E invece l’ho fatto, l’ho letta e sono qui per consigliarvela.
Trama forse un po’ troppo complessa all’inizio, personaggi descritti nei minimi dettagli, stile dell’autore scorrevole, insomma una lettura che affascina e che non vedi l’ora di avere un minuto libero per continuare a leggerla.
Non solo commenti positivi però, forse l’unica  pecca è il finale, che fortunatamente c’è, ma che considero troppo sbrigativo e affrettato, senza dare alcuna spiegazione del colpevole.
Mentre leggevo le ultime pagine, in cui ci sono i ringraziamenti, mi è scesa qualche lacrimuccia. Il motivo? Chissà.
Giorgio… a quando il prossimo romanzo?

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