lunedì 29 novembre 1999

Due cose assolutamente opposte ci condizionano ugualmente: l’abitudine e la novità. (Jean de La Bruyère)


 


porta_socchiusa


Significato di abitudine in wikipedia:
Il termine abitudine viene usato per indicare sia le attività motorie, sia le attività mentali, che dopo numerose ripetizioni vengono svolte in modo relativamente automatico o, più semplicemente, con maggior facilità e coordinazione.

Anch’io ho, come penso gran parte delle persone, le mie piccole abitudini giornaliere.

Appena mi alzo dal letto il “solito” rituale: apro la finestra della camera e della sala,  mi dirigo ad accendere la macchina del caffè e asciugo (e ripongo nella credenza) i piatti utilizzati la sera prima. Dò una pulita veloce al divano, vado in bagno, mi lavo, faccio colazione, rifaccio il letto, mi vesto e, alle 8.15, sono pronta per uscire.

L’abitudine del martedì (in pausa pranzo) e venerdì (uscita dall’ufficio) è di lavarmi i capelli, mentre non esco di casa se mi prima non mi sono spruzzata un po’ di profumo.

In ufficio non le chiamo più abitudini, ma bensì scadenze da osservare:

 




  • fatture da fare entro il 10 di ogni mese




  • ricevute bancarie da pagare entro il mese
     


  • bonifici degli stipendi da effettuare prima del 10 di ogni mese
     


  • liquidazione iva e F24 da compilare (e spedire in banca!) prima del 16
     




Considero le abitudini qui sopra elencate quelle “sane”, ovvero quelle che svolgo in maniera così naturale ed automatico che quasi non me ne accorgo.

Quando però le abitudini iniziano a essere presenti in tutta la giornata, allora queste diventano, a mio avviso, “brutte”; a me è successo proprio l’anno scorso di essere “vittima” (naturalmente per colpa mia!!!) delle consuetudini che stavano diventando degli appuntamenti fissi da non riuscire a rimandare e che mi hanno fatto “andare giù di melone”.

Ma fortunatamente, grazie anche al corso “Paura di volare? No problem”, tante cose sono cambiate e ora sono davvero tanto felice di come sto vivendo la mia “nuova” vita.

A tal proposito, Vi consiglio di leggere il libro “Chi ha nascosto il mio formaggio?” – una semplice parabola, che può essere letta da tutti e che nonostante la sua semplicità e dimensione racconti una dura verità.

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