lunedì 29 novembre 1999

Cinema. Arte figurativa in movimento. (Federico Fellini)

Settembre è arrivato: le giornate si sono accorciate, le temperature si sono abbassate, ma la cosa più triste è che non sono ancora andata in ferie… manca ancora un mese e io non ce la faccio più… sono stancaaaa!!!


Da questo mese io e amo abbiamo deciso di dedicare il lunedì sera alla visione di un film.


Se la scorsa settimana la scelta è caduta per “Vuoti a rendere” (un po’ lento, ma non male!), ieri sera abbiamo (direi ho) optato per


garage


Forse ho creduto troppo alla recensione di “Ciak”  che, con le 4 stelline, affermava:


“Arriva sui nostri schermi, evviva, il film che due anni fa vinse il Festival di Torino, il primo dell’era Moretti. Un piccolo film nel budget, nel cast senza star e nello stile minimalista. Ma un gran film, targato Irlanda e diretto dal quarantenne Lenny Abrahmson, alla sua seconda regia.............”


Film troppo lento, piatto, nessuna emozione, forse carina (ma non certo ottima!) l’interpretazione dell’attore Pat Shortt; può darsi che io non abbia afferrato il messaggio del regista, ma se qualcuno l’ha capito è pregato di spiegarmelo!

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